Jacopo de' Benedetti , più noto come Jacopone da Todi , nacque in una nobile famiglia tuderte, presumibilmente tra il 1230 e il 1236. Esercitò la sua professione di notaio nella cittadina, e nel 1267 sposò la contessina Vanna, figlia di Bernardino di Guidone di Coldimezzo. Un anno dopo il matrimonio, durante una festa di ballo a Todi, crollò il pavimento e nel tragico evento perì la giovane moglie Vanna. A questo fatto venne attribuita la conversione mistica di Jacopo de Benedetti che seguì, presumibilmente, le idee di G. da Fiore. Si ritirò nel piccolo eremo oggi conosciuto come Santa Maria della Pasquarella, a Rioverci, sulle sponde del Tevere. Nel 1278 scelse di entrare nella corrente rigorista dell’Ordine dei Minori francescani, presso il Conventino di Sant’Angelo in Pantanelli , già fondato da Giovanni di Bernardone ( meglio conosciuto come Francesco d' Assisi), sempre lungo il Tevere verso Orvieto. Il Convento detto di Pantanelli è conosciuto anche per lo scoglio sul Tevere dove Giovanni di Bernardone parlava ai pesci.
Jacopone da Todi, è conosciuto non solo per la sua vita spirituale , ma è noto soprattutto come poeta e famose sono le sue Laude. Le più note sono “Il pianto della Madonna ” e “Stabat Mater” , quest’ultima presumibilmente scritta proprio nel convento di Sant'Angelo in Pantanelli.
Il poeta, traduce l'ansiosa passione umana in figure potentemente drammatiche, poste di fronte al mistero della saggezza divina.
Promotore della corrente pauperista al seguito di Celestino V, venne pero’ giudicato troppo rigorista da Bonifacio VIII , ( Principe Caetani) che aveva usurpato il papato di Celestino V Questa usurpazione fu denunciata attraverso il Manifesto della Lunghezza, firmato non solo dai cardinali Jacopo e Pietro Colonna, ma anche dai celestiniani "Jacobo De Benedicti de Tuderto", Fra Benedetto da Perugia, e Fra Deodato Ricci da Monte Prenestino. La lotta verbale si tramuta in scontro armato a Palestrina, dove si vedranno sconfitti i Colonna. Jacopone fu processato a Palestrina , condannato all’ergastolo, scomunicato ed imprigionato nel carcere sul lago di Bolesena per poi essere trasferito nelle carceri di San Fortunato a Todi. Solo con la morte di Bonifacio VIII, (1303) fu liberato, vivendo poi gli ultimi anni a Collazzone nell'ospizio dei Frati Minori annesso al convento delle Clarisse, morì la notte di Natale del 1306.
| Jacopone da Todi 1230?–1306, Italian poet, whose name was originally Jacopo Benedetti. After the sudden death of his wife, he renounced (c.1268) his career as an advocate, gave his goods to the poor, and after 10 years of penance became a Franciscan tertiary. Jacopone was excommunicated and imprisoned (1298) for signing a manifesto against Pope Boniface VIII. After his release, he retired to a hermitage. He wrote many ardent, mystical poems and the famous hymn Stabat Mater Dolorosa. The spiritual value of poverty is frequently the theme of his poetry. | |